Abbronzatura: tutto quello che c’è da sapere sugli indici UV

L’estate è arrivata e ha portato già delle giornate caldissime di sole intenso. Normale, direte voi! Sì ed è giunto il momento di esporre le nostre gambe, il nostro corpo, insomma la nostra pelle assuma un bel colore caramello, il tutto senza dimenticare la protezione solare. UVA, UVB, fototipi, SPF, cerchiamo di capirne di più e saper distinguere gli indici UV per abbronzarsi senza prendere dei rischi per la pelle.

abbronzatura

Indici UV: comprendere meglio gli UVA e UVB

Il nostro sole emette 2 tipi di raggi ultravioletti. Gli UVA, che sono i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo, perché penetrano profondamente nella nostra pelle. Sono anche la causa di molti tumori e allergie al sole. Gli UVB, “stoppati” dalla nostra barriera cutanea, sono responsabili della comparsa delle scottature e, nello stesso tempo, dell’abbronzatura della nostra pelle.

Paradossalmente, i raggi UV sono anche vitali per la nostra salute: principali fornitori di vitamina D, partecipano al consolidamento della nostra struttura ossea. Un’esposizione regolare al sole permette anche di produrre più melatonina, l’ormone che regola il nostro sonno. Bastano solo una quindicina di minuti al giorno, evitando le ore più calde tra le 12 e le 14, ore per beneficiarne.

Una differenza importante: i raggi UVA penetrano attraverso i vetri, mentre i raggi UVB no. Questo comporta che bisogna applicare la protezione sempre anche quando ti trovi in questi luoghi: una SPF è assolutamente fondamentale durante tutto il giorno, anche se si è seduti in ufficio davanti la finestra!

Crema solare e abbronzatura: un duo vincente

È un’idea comune che è difficile da sradicare: mettere la protezione solare impedirebbe di «abbronzarsi» bene. Se è vero che con l’applicazione regolare della crema solare, la pelle si colora meno velocemente, è importante ricordare che non impedisce in alcun modo di abbronzarsi. Il suo scopo è soprattutto prevenire scottature dovute alla presenza di UVB e soprattutto per preservare il nostro capitale solare che si riduce nel corso della nostra vita senza possibilità di rinnovarlo!

L’abbronzatura impiega da due a tre giorni per emergere, quindi non è necessario trascorrere il primo giorno di vacanza sotto al sole per far salire la melanina velocemente. Nel migliore dei casi, non cambierà nulla, nel peggiore dei casi, provocherà una forte scottatura che obbligherà a mettersi al riparo per almeno due giorni, e che non favorirà in nessun caso l’abbronzatura. Il momento giusto per abbronzarsi in sicurezza: esporsi molto gradualmente ogni giorno, prima di mezzogiorno o dopo le 16, quando la radiazione è meno diretta. Insomma per ottenere un nel colore, ci vuole un po’ di pazienza!

Identificare il proprio fototipo

Non tutti siamo uguali al sole, non tutte le pelli richiedono la stessa protezione. Ecco i suggerimenti per identificare il vostro fototipo e adattare la giusta protezione.

Fototipo I: la pelle è molto bianca con lentiggini, si scotta sistematicamente e non si abbronza.

Fototipo II: la pelle è chiara e prende facilmente scottature, ma può abbronzarsi leggermente.

Fototipo III: la pelle è media con lentiggini e può prendere scottature, si abbronza sempre.

Fototipo IV: la pelle è opaca e non prende mai scottature, si abbronza sempre.

Fototipo V: la pelle è olivastra, non prende mai scottature, e acquisisce un’abbronzatura molto scura.

Fototipo VI: la pelle è nera e non prende mai dei “colpi di sole”

Decodificare gli indici UV per valutare i rischi

Gli UV non hanno la stessa intensità in funzione delle ore del giorno, ma anche dell’ambiente (acqua con riverbero, altitudine, ecc.). La scala degli indici UV, che si calibra tra 0 e 11, permette di valutare l’SPF necessario per la sua pelle.

Da 0 a 2: una protezione con indice SPF 10 (pensiamo anche ad alcune creme BB e creme colorate che lo contengono) e un paio di occhiali da sole sul naso sono sufficienti per essere protetti.

Da 3 a 5: le pelli chiare devono proteggersi almeno da una protezione con un SPF 30. Le pelli opache e scure possono accontentarsi di una protezione inferiore. È meglio evitare un’esposizione prolungata nelle ore più calde della giornata.

Da 6 a 7: le pelli chiare passano all’indice SPF 50, le pelli opache e scure ad una protezione a SPF 30. Evitiamo di esporci nelle ore tra pranzo e merenda.

Da 8 a 10: qualunque sia il tipo di pelle, non bisogna esporsi al sole, ci si protegge con una protezione SPF 50, non si esce senza cappello.

Indice 11: si può incontrare in montagna ad alta quota o nel settore dei tropici. In questo caso, niente bikini, né un vestitino con le bretelle, si indossano abiti chiari o colorati che coprono gambe e braccia. Ci si protegge da un cappello e ci si spalma sul viso uno spesso strato di crema solare (come i surfisti!) per non bruciare.

Scegliere un indice UV su misura

Per definire l’indice UV della sua crema solare, è necessario fare un po’ di calcoli matematici!

Dopo aver studiato la mappa UV del sito meteo in Italia si moltiplica questo indice per 4 per ottenere l’indice medio da utilizzare con una pelle vulnerabile (fototipi 1, 2 e 3); per 3 per conoscere quello da adottare con una pelle solida (fototipi 4, 5 e 6). Ad esempio, con un indice UV di 8, frequente in Italia in estate, si sceglie un indice 25-30, o 50 se la tua pelle è altamente sensibile e vuoi prevenire la comparsa delle rughe.

Mi raccomando, il sole è bello, l’abbronzatura anche, ma pensiamo sempre alla protezione!