Moda eco-bio sostenibile: come riconosce i marchi e che etichetta devono avere

La moda è in continua evoluzione, con nuove tendenze e nuovi brand sul mercato e, così, non sappiamo più cosa dobbiamo comprare. Come possiamo noi consumatori capire tutto questo? Come possiamo assicurarci di acquistare abbigliamento di qualità?

Il cotone è il tessuto più utilizzato nei capi d’abbigliamento, da più di 4000 anni. Dai vestiti, biancheria da letto, tessuti per la cucina e il bagno fino all’arredamento della casa. I semi di cotone e lino sono per lo più geneticamente modificati per dare più fiori e reddito ai coltivatori, anche al punto che, dopo una singola crescita, la pianta non produce più semi di quanto farebbe in natura, e di conseguenza i contadini devono comprare di nuovo i semi perché non riescono più a prenderli più dalle piante dell’anno precedente. Alcuni realizzano un profitto, ma i piccoli agricoltori, che non possono permettersi questi nuovi super semi, sfortunatamente non sopravvivono. Pesticidi (insetticidi, erbicidi, fungicidi…) e fertilizzanti artificiali vengono spruzzati sulle piante di cotone in crescita per la massima resa e una maggiore quantità di fiore di cotone maturo finale. È stato dimostrato che la maggior parte di queste sostanze chimiche causa vari tipi di cancro, problemi respiratori e danni ai nervi. Il cotone è la pianta più irrorata al mondo, per non parlare dell’acqua che avvelena sé stessa e le persone nei villaggi che si ammalano perché sono troppo vicine a tali campi e tonnellate di fauna selvatica, dalle api, ai pesci, agli uccelli e ai lupi.

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Il fast fashion non richiede qualità e le tendenze, che stanno cambiando, sono abbordabili e guardano sicuramente più al profitto piuttosto che al beneficio che il capo dovrebbe avere. La produzione veloce di coloranti economici ci permette di avere un capo alla moda, ma discutibile per la salute. Tanti grandi marchi hanno iniziato a ridurre i capi dal cotone biologico, ma la domanda viene spontanea… E i coloranti?

La maggior parte delle tinture sono purtroppo tossiche, in Europa e anche in Africa hanno rafforzato il controllo sulla quantità di sostanze chimiche utilizzate nella tintura dei tessuti, ma questo non si applica agli indumenti e ai tessuti provenienti dall’Asia, dove quantità incontrollate di formaldeide sono utilizzate causando mutazioni e tossicità degli organismi viventi. Asma, allergie, irritazioni delle vie respiratorie, della pelle e vari tipi di cancro sono problemi molto comuni dei dipendenti delle fabbriche tessili, soprattutto nella fase di tintura, candeggio, plastificazione e ammorbidimento. Malsano (se non già tossico) è anche lo sbiancamento dei prodotti con ipoclorito di sodio, perborati, percarbonati, acidi peracetici e perossidi di idrogeno, che non sono tossici, ma molto irritanti se usati in grandi dosi. Questi composti sono vietati in Europa o sono dosati, mentre sono consentiti o abusati in Asia.

Nella prima fase, i produttori di abbigliamento biologico si occupano della qualità che l’abbigliamento deve avere. Quindi un tessuto di qualità e di lunga durata, utilizzare solo sostanze salutari durante la produzione, poiché le sostanze nocive non vengono mai realmente lavate dai tessuti e solo dopo che ciò è garantito si pensa all’aspetto del capo. Prima di tutto sono i vestiti di base di cui tutti abbiamo bisogno ogni giorno e poi successivamente si pensa ai trend della moda. Il cotone biologico è diventato famoso per il suo uso nei vestiti per bambini, poiché è ottimo per la pelle delicata e in via di sviluppo di un bambino. E se è ottimo per la pelle delicata, allora è ottimo anche per la pelle sensibile degli adulti o, generalmente, per la pelle normale. Perché, anche se abbiamo una pelle sana, potremmo essere esposti a tessuti tossici e non sapere cosa può accadere a lungo termine. È inoltre confermato che a causa dell’assenza di sostanze chimiche nel cotone biologico, questo tipo di abbigliamento provoca molte meno allergie.

In ogni caso suggerisco prodotti 100% cotone bio-organico, tinto con coloranti naturali, a base d’acqua e prodotti in EU. Se state risparmiando, vi consiglio di non farlo soprattutto sull’abbigliamento per bambini, neonati e donne incinte. Lavate un po’ di volte prima dell’uso l’abbigliamento dei bambini, così potete stare più tranquilli e mi raccomando guardate sempre le etichette. Chiariamo ancora alcuni punti.

ABBIGLIAMENTO BIOLOGICO

Se il capo è biologico lo potete scoprire dall’etichetta. Le etichette che troviamo applicate su questi capi sono:

  •  100% Biologico” (oppure “100% Organic” in inglese)
    Per essere biologiche le fibre vengono trattate con sostanze naturali e a basso impatto ambientale.

 

ABBIGLIAMENTO EQUO SOLIDALE

La moda equo solidale è una forma di protezione per i lavoratori, garante di una produzione socialmente responsabile che mette in primo piano le necessità dei lavoratori. Solitamente acquistando questo tipo di prodotto si aiutano comunità rurali/locali nei paesi in via di sviluppo.

Photo credit @vestilanatura

ABBIGLIAMENTO VEGAN

Acquistare abbigliamento vegano è una scelta che può fare la differenza per il mondo animale. L’abbigliamento vegan è quello che non utilizza materiali di origine animale, ma neanche li sfrutta, come potrebbe accadere nei test di laboratorio (anche se questo esempio è più adatto al settore cosmetico).

LE ETICHETTE

L’etichetta principale per l’abbigliamento biologico è quella di GOTS (Global Organic Textile Standard). Il Global Organic Textile Standard è promosso dalle principali organizzazioni internazionali leader nell’agricoltura biologica, al fine di garantire lo sviluppo responsabile e sostenibile nel settore tessile.

Il Global Organic Textile Standard garantisce:

  • Prodotti che contengano almeno il 70% di fibre naturali da agricoltura biologica, quali (ma non esclusivamente): fibre, filati, tessuti, abbigliamento, accessori tessili, giocattoli tessili, biancheria per la casa, materassi e biancheria da letto, e prodotti per la cura della persona (salviette struccanti, assorbenti ecc.);
  • Attività manifatturiere, quali la tintura o la stampa, svolte per conto di terzi, che siano fornite da parte di operatori che abbiano adottato a loro volta modelli e procedure gestionali conformi ai requisiti richiesti;
  • Prodotti chimici utilizzati nella lavorazione dell’industria tessile che siano conformi ai requisiti richiesti, tramite opportuna valutazione, basata principalmente sulla verifica delle caratteristiche tossicologiche ed ecotossicologiche.

Adesso che vi siete informati su come riconoscere i tessuti biologici sarà tutto più facile di riconoscere i veri capi eco bio sostenibili. Guardate sempre le etichette e la provenienza di capi di abbigliamento. Buon shopping a tutti! 

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