Sarà capitato almeno una volta di essere al ristorante e non riuscire a mangiare tutto quello che si è ordinato. In quel momento le possibilità sono due: farsi portare via il piatto con gli avanzi oppure chiedere un contenitore, una cosiddetta doggy bag. Una scelta che può salvare un pasto ed evitare lo spreco alimentare, che abbiamo già visto insieme essere un problema gravoso per il pianeta e il portafogli.
Per entrare meglio in questo argomento, oggi scopriremo: che cos’è, cinque vantaggi di iniziare a usarla e una proposta di legge italiana per farla diventare una possibilità sempre più concreta.
Pronti? Iniziamo!
Una “doggy bag” è un termine inglese usato per descrivere un contenitore che viene fornito dai ristoranti ai loro clienti per portare a casa il cibo non consumato durante il pasto. Sebbene il termine suggerisca che il cibo sia destinato a un “cane” (da qui “doggy”), in realtà è per il consumo umano. L’idea è di ridurre lo spreco alimentare, permettendo ai clienti di godere del loro cibo anche dopo aver lasciato il ristorante. Questa pratica è comune in molti paesi, soprattutto negli Stati Uniti, e sta diventando sempre più accettata anche in altre parti del mondo come un modo responsabile di gestire le porzioni spesso abbondanti servite nei ristoranti.
L’uso della doggy bag presenta diversi vantaggi, sia per i consumatori che per l’ambiente. Ecco cinque pro significativi:
E se questa possibilità fosse permessa per legge? Il deputato Giandiego Gatta ha proposto alcuni punti per trovare una soluzione alla difficoltà di richiedere una doggy bag e superare la vergogna di “chiedere gli avanzi”.
Ecco alcune delle sezioni chiave dell’intervento che si vorrebbe attuare sul tema:
Cosa ne pensi? Ne hai mai utilizzata una? La chiameresti in un altro modo? Diccelo nei commenti!