“Che spreco!”: quante volte l’abbiamo pensato, guardando alle pietanze rimaste sul piatto dopo un evento, una cena o una festa e che sappiamo finiranno nella spazzatura. Lo spreco alimentare è “ogni sostanza commestibile, cruda o cotta, che viene scartata, o si intende scartare o è necessario scartare”. Così viene definito dalla Commissione europea, ma capire meglio la dimensione del fenomeno e alcuni progetti per diminuirlo può allontanare il cibo dal cestino e fare bene al pianeta.
Lo spreco alimentare ha, purtroppo, raggiunto record spaventosi. Secondo il Food Waste Index Report del 2021, l’ultimo documento su questo tema redatto dal Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, i numeri sono allarmanti: il 20% dei prodotti, ad esempio, si perde durante la trasformazione dei prodotti. Questo significa che non solo non vedranno mai la tavola dei consumatori, ma sono scartati o persi durante una delle fasi – come ad esempio la raccolta o il controllo qualità.
A quanto ammonta lo spreco alimentare complessivo? Nel 2019, si aggirava intorno alle 931 milioni di tonnellate: il 17% della produzione di cibo globale! Alcuni stati del mondo gettano più prodotti degli altri: gli Stati uniti più circa 130 chili a testa, il Canada 79. E l’Italia? Circa 70.
La risposta dei clienti può essere decisiva.
Uno studio condotto dalla piattaforma Ue sulle perdite e gli sprechi alimentari, pubblicata a marzo 2020, ha divulgato alcune buone pratiche messe in atto a livello locale o nazionale all’interno dell’Unione Europea, per diminuire la pressione sulle attività commerciali durante la pandemia da Covid-19.
In Danimarca, i regolamenti sull’etichettatura sono stati resi più flessibili -nonostante la rigidità delle norme europee – per permettere un temporaneo allargamento delle possibilità durante la vendita. In Estonia, le autorità hanno pubblicato un comunicato stampa con delle indicazioni per controllare l’approvvigionamento dei cittadini e fornire informazioni utili su stoccaggio e conservazione.
Il Ministero Federale tedesco per l’alimentazione e agricoltura ha promosso l’iniziativa Zu gut für die Tonne – troppo buono per il cestino- che, lanciata nel 2012, introduce una strategia nazionale per ridurre gli sprechi alimentari, guardando da più vicino l’intera filiera. Per riuscire a fare rete, si è creato un premio federale, che vuole riconoscere progetti eccezionali e impegni concreti, agevolando la partecipazione della comunità.
Sono molte le realtà locali, a livello europeo, che cercano di diminuire lo scarto e, allo stesso tempo, far fronte alle difficoltà economiche della popolazione. Così, sono nate iniziative come “la spesa sospesa”, che permette di regalare beni di prima necessità a chi non è in grado di permettersi di comprarli.
Arrivati a questo punto, la domanda che ci si pone è: come faccio a ridurre il mio impatto? Fortunatamente, l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori ci viene in soccorso, con 10 semplici regole contro gli sprechi:
Tutti questi esempi sono utili per capire cosa si può fare per diminuire lo spreco alimentare. E tu? Quali trucchi usi per non far finire i cibi nella spazzatura?