Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Partiamo da questo aforisma del filosofo e scrittore cinese Lao Tzu per affrontare un tema importante, ma spesso sottovalutato: l’importanza dei boschi e delle aree verdi. A pochi giorni dalla giornata internazionale delle foreste, che si tiene ogni 21 marzo, proviamo a comprendere cosa stia accadendo al nostro patrimonio verde e quali scenari ci aspettano nel futuro.
Come stanno le foreste nel mondo?
420 milioni di ettari: sono i numeri spaventosi della deforestazione nel mondo tra il 1990 e il 2020. I dati della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, non lasciano dubbi, ma per riuscire a capire meglio cosa sta accadendo è bene capire dove si sta tagliando di più e quali sono le motivazioni.
Amazzonia, tagliare per far crescere (l'economia)
È il polmone verde del mondo, ma rischia di rimanere soffocato dalla deforestazione. Siamo in Amazzonia, un’area che si estende per 370 milioni di ettari nella parte settentrionale dell’America Latina, comprendendo, oltre al Brasile, il Perù, la Bolivia, l’Ecuador, la Colombia, il Venezuela, la Guiana, il Suriname e la Guiana Francese.
Da sempre considerato una delle zone più floride del pianeta, sta subendo negli ultimi decenni un processo – finora inarrestabile – di deforestazione. Gli incendi, spesso causati dall’uomo, fanno spazio allemonoculture, campi in cui viene piantata una sola tipologia di albero. Esempio famosissimo è quello dell’avocado, senza dimenticarne altre, come la canna da zucchero. Uno studio ha evidenziato come nel 2050 il polmone verde rischia di produrre più anidride carbonica di quella che riesce ad assorbire.
Congo, la foresta africana
10mila piante tropicali vivono nella foresta del Congo, la regione verde più estesa del continente africano. Con i suoi 200 milioni di ettari, è fondamentale per il mantenimento del clima, visto che in essa è assorbito tra il 10 e il 20% del carbonio di tutto il mondo.
Non mancano però le minacce. Le zone più incontaminate, infatti, riescono a mantenere uno stato di conservazione buono. Le aree in cui l’essere umano ha deciso di insediarsi, invece, versano in condizioni critiche. In alcuni territori, ad esempio, come quelli del Congo nord-orientale, i livelli di vulnerabilità sono cresciuti insieme alla tensioni tra etnie. La guerra ha portato al mancato controllo di alcuni luoghi, con conseguente bracconaggio e taglio abusivo di legname.
Le minacce per le foreste
Le minacce per il mantenimento delle foreste sono molti. Vediamone insieme alcuni.
- l’agricoltura industriale, che causa secondo la Fao almeno il 50% della deforestazione globale;
- l’urbanizzazione, ossia il continuo inserimento dell’uomo, con costruzioni che occupano spazio prima dedicato alla vegetazione;
- lo sfruttamento, visto che il legno è una risorsa che viene commercializzata facilmente nei mercati legali e illegali;
- il cambiamento climatico, con eventi estremi che mettono in ginocchio interi territori. Qui avevamo già provato a capire quali conseguenze hanno sulle nostre vite;
A quali prodotti stare attenti
Fare scelte responsabili, anche a tavola, può aiutare le foreste del pianeta. La Commissione europea ha stilato un elenco di prodotti che hanno un impatto forte, tra cui olio di palma, soia, legno, cacao, caffè, gomma e mais.
Un piano strategico per le foreste
Non tutto è perduto. Le Nazioni unite hanno stilato degli obiettivi da raggiungere entro il 2030.
Qui sotto vi proponiamo i target, che dovrebbero attivare la cooperazione di tutti gli enti che vogliono salvaguardare le foreste:
- “Invertire la perdita di copertura forestale in tutto il mondo attraverso la gestione sostenibile delle foreste, compresa la protezione, il ripristino, l’imboschimento e il
rimboschimento, e aumentare gli sforzi per prevenire il degrado delle foreste e contribuire allo sforzo globale di affrontare il cambiamento climatico”; - “Migliorare i vantaggi economici, sociali e ambientali basati sulle foreste, anche migliorando i mezzi di sostentamento delle persone dipendenti dalle foreste”;
- Aumentare in modo significativo l’area delle foreste protette in tutto il
mondo e in altre aree delle foreste gestite in modo sostenibile, nonché la percentuale di
prodotti forestali provenienti da foreste gestite in modo sostenibile”; - “Mobilitare in modo significativo risorse finanziarie nuove e aggiuntive da tutte le fonti per l’attuazione di una gestione forestale sostenibile e rafforzare la cooperazione e i partenariati scientifici e tecnici;
- “Promuovere quadri di governance per attuare una gestione forestale sostenibile, anche attraverso lo strumento forestale delle Nazioni Unite, e migliorare il
contributo delle foreste all’Agenda 2030”; - – “Rafforzare la cooperazione, il coordinamento, la coerenza e le sinergie sulle questioni relative alle foreste a tutti i livelli, anche nell’ambito del sistema delle Nazioni
Unite e attraverso il partenariato collaborativo per le organizzazioni membro delle foreste, nonché tra i vari settori e parti interessate”.