È un’azione semplice, ma importantissima, non occupa molto tempo e può, letteralmente, salvare una vita ed essere un toccasana per la salute. Donare il sangue fa la differenza. In prossimità della Giornata mondiale, proclamata dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2004, scopriamo insieme cinque curiosità sul tema.
Chi può donare il sangue
Le regole variano in base alla legislazione dello Stato. Per quanto riguarda l’Italia, può donare il sangue chi ha compiuto 18 anni e gode di buona salute.
Fino a quando si può essere donatore? Dipende. Dai 18 ai 60 anni ci si può candidare a diventarlo. In particolari situazioni, si può donare fino a 70.
L’età però non è l’unico requisito. Eccone altri:
- non si deve pesare meno di 50 chilogrammi;
- si deve essere in buona salute;
- non devono esserci comportamenti a rischio.
In ogni caso, come ben riportato sul sito dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS), ogni volta che ci si reca a effettuarla, un medico avrà l’obbligo di accertare l’idoneità.
Come si fa a donare il sangue
Per donare il sangue serve seguire diversi – ma semplici – passaggi.
- Cerca la sede Avis più vicina a te (trovi l’elenco qui);
- compila il questionario: ti verranno chieste alcune informazioni sui tuoi comportamenti e per sapere di più sul tuo stato di salute. È fondamentale per comprendere al meglio come stai;
- visita medica e valutazione clinica, per controllare che tu stia bene e poi firma del consenso;
- fai il prelievo, durante il quale saranno fatti anche degli esami e controlli sul tuo sangue, per “garantire gli standard di qualità e sicurezza”;
- ristoro: che sia una colazione o uno spuntino, rigenerati con un po’ del tuo cibo preferito.
Tipi di donazione del sangue
Esistono vari tipi di donazioni che si possono fare. Arrivare già informati su quali sono le differenze può aiutare a tranquillizzarsi e sceglierla al meglio.
Visto che l’argomento può risultare un po’ complicato, ci aiuteremo con un video realizzato dall’Avis che spiega quali siano le differenze e come arrivare al prelievo preparati. Non solo: donare il sangue non è sempre uguale, anche la periodicità – ossia il numero di volte in un anno in cui si può compiere quest’azione – varia.
Per entrare più nello specifico, ecco qui passo dopo passo tutte le spiegazioni:
I principi etici della donazione del sangue
In Italia per donare il sangue si utilizzano regole diverse rispetto ad altri Paesi del mondo. Nella nostra penisola, chi sceglie volontariamente di dare il proprio sangue a chi ne ha bisogno segue questi principi etici:
- anonimato: chi riceve il tuo sangue non sa chi tu sia, sarà un regalo senza mittente, ma che di sicuro molto utile;
- responsabilità: chi dona sceglie di farlo, in totale libertà (per poi controllare il suo stato di salute e le condizioni di rischio);
- volontariato: in Italia, chi diventa donatore lo fa per scelta. Ciò che viene estratto “non può essere fonte di profitto”;
- gratuità: a differenza di altri Paesi, donare il sangue è un gesto totalmente gratuito;
- igiene: tutti i materiali sono sterili e monouso, per garantire la sicurezza;
- qualità: i numerosi controlli permettono di accertare la buona qualità di tutti i materiali utilizzati;
- periodicità: in base al tipo di prelievo scelto, si comprende anche ogni quanto è possibile donare. Come approfondito sul sito Avis, “il donatore periodico è controllato dal punto di vista medico, in quanto sottoposto ad accurate visite e attenti controlli sul sangue”. Un modo per tenersi informati ed essere certi di monitorare la propria salute.
Donare il sangue salva la vita
Non è un modo di dire: spesso è proprio un gesto semplice che può diventare straordinario. Donare il sangue è uno di questi. I dati del Ministero della salute lo confermano:
- “Servono da 2 a 10 sacche di globuli rossi per curare un ferito grave in un incidente;
- fino a 10 sacche di globuli rossi per un trapianto di cuore;
- fino a 40 sacche di globuli rossi per un trapianto di fegato;
- da 30 a 50 sacche di globuli rossi per garantire una vita normale a un talassemico;
- servono 1.200 donazioni di plasma per produrre i medicinali necessari per il trattamento di un paziente emofiliaco;
- servono 130 donazioni di plasma trattare un paziente affetto da immunodeficienza primitiva”.
E tu? Sei già donatore? Se sì, da quanti anni? Se non lo sei ancora, vuoi diventarlo? Raccontaci la tua storia.